Ha iniziato a frequentare solo il 15 novembre perché era senza sostegno - Il caso di Antonella, liceale di 20 anni costretta a tornare a casa a metà giornata
Antonella è una bella ragazza di 20 anni, frequenta il terzo liceo al Classico di Nova Siri, cammina regolarmente ma è affetta da un serio ritardo mentale, per cui non parla, non comprende ciò che le viene detto,non è autonoma nel mangiare e nei bisogni fisiologici. La vita scolastica le serve prevalentemente per socializzare, convivere e relazionarsi (per quanto possibile) con i suoi coetanei; molto meno per apprendere, visti gli oggettivi impedimenti della sua disabilità. Quest'anno dovrebbe diplomarsi, dopo uno stop forzato nel 2009, che le ha impedito di farlo. Ma Antonella Cetera è divenuta, suo malgrado, il simbolo di una sostanziale lacuna nei servizi sociali a tutti i livelli, da quello scolastico a quello istituzionale. Basti pensare che ha potuto iniziare l'anno scolastico solo intorno alla metà di novembre, perché la sua insegnante titolare di sostegno era indisponibile causa malattia e il Csa (un tempo Provveditorato agli studi), nonostante le ripetute sollecitazioni della dirigente scolastica, la professoressa Maria Amorigi, ha impiegato oltre due mesi per nominare un supplente. Quindi, Antonella ha iniziato a frequentare con forte ritardo, dopo una lunga peripezia per l'iscrizione, che ha costretto la mamma, Anna Pisilli, a recarsi di persona presso la sede centrale della scuola, l'Istituto “Pitagora” di Montalbano, per perfezionare gli adempimenti. Oggi, però, le difficoltà di questa diversabile sono legate all'assistenza di base, ovvero nonc'è chi la aiuta nei bisogni fisiologici e la sorveglia passo passo durante le ore non coperte dal sostegno. Quindi spesso la mamma è costretta a lasciare il lavoro o chiedere la cortesia all’amica di turno, per andare a prendere la figlia, che altrimenti potrebbe anche uscire autonomamente dall'istituto. «E' già successo una volta, anche se non a scuola -spiega la mamma- percui potrebbe accadere ancora». L'assistenza di base è garantita dal Comune solo per la scuola dell'obbligo, tant'è che anche quest'anno sono stati investiti 30 mila euro per questo servizio sociale, portando da tre a quattro il numero degli assistenti qualificati. Fino al 2008, il Comune ha garantito ad Antonella la copertura economica per il servizio, pur non essendo obbligato; oggi le ristrettezze economiche impediscono all'ente di fare più di ciò che è obbligatorio. La questione passa in capo alla Provincia, che attraverso l'assessore Antonio Montemurro, precisa di poter garantire solo l'assistenza specialistica (personale qualificato per aiutare i sordomuti o i non vedenti ad esempio), non quella alla persona. Allora come può Antonella frequentare con orario completoe lagaranziadi essere assistita in tutto? La scuola aveva trovato una soluzione, che è poi quella suggerita dalla normativa di riferimento, ovvero utilizzare il personale Ata. Ma la famiglia è comprensibilmente contraria, visto che al liceo ci sono due bidelli, un uomo e una donna, ma solo quest'ultima non ce la farebbe ad aiutare Antonella e non può chiedere supporto al collega maschio, per una questione di delicatezza, trattandosi di una ragazza adulta. Antonella è costretta a tornare a casa prima del tempo per almeno 3 giorni la settimana, mentre durante le ore di lezione con la sua insegnante di sostegno viene praticamente sballottata da un’aula all’altra. L'alternativa per lei sarebbe un Centro di accoglienza specializzato, ma a Nova Siri non ce ne sono e la famiglia (il padre e la madre sono entrambi lavoratori a tempo pieno) non si può permettere di portarla fuori. Una situazione di disagio, un caso cometanti altri,che mette in luce le profonde falle nel sistema di assistenza sociale della regione, affidato troppo spesso al buon cuore dei volontari riuniti in associazioni no profit e con contributi ridotti al lumicino. «Lancio un appello alle istituzioni, prima di tutto la Provincia - conclude la mamma di Antonella- affinchè aiutino miafiglia a frequentare la scuola come tutti gli altri ragazzi»
FONTE: Antonio Corrado da Il Quotidiano della Basilicata
Antonella è una bella ragazza di 20 anni, frequenta il terzo liceo al Classico di Nova Siri, cammina regolarmente ma è affetta da un serio ritardo mentale, per cui non parla, non comprende ciò che le viene detto,non è autonoma nel mangiare e nei bisogni fisiologici. La vita scolastica le serve prevalentemente per socializzare, convivere e relazionarsi (per quanto possibile) con i suoi coetanei; molto meno per apprendere, visti gli oggettivi impedimenti della sua disabilità. Quest'anno dovrebbe diplomarsi, dopo uno stop forzato nel 2009, che le ha impedito di farlo. Ma Antonella Cetera è divenuta, suo malgrado, il simbolo di una sostanziale lacuna nei servizi sociali a tutti i livelli, da quello scolastico a quello istituzionale. Basti pensare che ha potuto iniziare l'anno scolastico solo intorno alla metà di novembre, perché la sua insegnante titolare di sostegno era indisponibile causa malattia e il Csa (un tempo Provveditorato agli studi), nonostante le ripetute sollecitazioni della dirigente scolastica, la professoressa Maria Amorigi, ha impiegato oltre due mesi per nominare un supplente. Quindi, Antonella ha iniziato a frequentare con forte ritardo, dopo una lunga peripezia per l'iscrizione, che ha costretto la mamma, Anna Pisilli, a recarsi di persona presso la sede centrale della scuola, l'Istituto “Pitagora” di Montalbano, per perfezionare gli adempimenti. Oggi, però, le difficoltà di questa diversabile sono legate all'assistenza di base, ovvero nonc'è chi la aiuta nei bisogni fisiologici e la sorveglia passo passo durante le ore non coperte dal sostegno. Quindi spesso la mamma è costretta a lasciare il lavoro o chiedere la cortesia all’amica di turno, per andare a prendere la figlia, che altrimenti potrebbe anche uscire autonomamente dall'istituto. «E' già successo una volta, anche se non a scuola -spiega la mamma- percui potrebbe accadere ancora». L'assistenza di base è garantita dal Comune solo per la scuola dell'obbligo, tant'è che anche quest'anno sono stati investiti 30 mila euro per questo servizio sociale, portando da tre a quattro il numero degli assistenti qualificati. Fino al 2008, il Comune ha garantito ad Antonella la copertura economica per il servizio, pur non essendo obbligato; oggi le ristrettezze economiche impediscono all'ente di fare più di ciò che è obbligatorio. La questione passa in capo alla Provincia, che attraverso l'assessore Antonio Montemurro, precisa di poter garantire solo l'assistenza specialistica (personale qualificato per aiutare i sordomuti o i non vedenti ad esempio), non quella alla persona. Allora come può Antonella frequentare con orario completoe lagaranziadi essere assistita in tutto? La scuola aveva trovato una soluzione, che è poi quella suggerita dalla normativa di riferimento, ovvero utilizzare il personale Ata. Ma la famiglia è comprensibilmente contraria, visto che al liceo ci sono due bidelli, un uomo e una donna, ma solo quest'ultima non ce la farebbe ad aiutare Antonella e non può chiedere supporto al collega maschio, per una questione di delicatezza, trattandosi di una ragazza adulta. Antonella è costretta a tornare a casa prima del tempo per almeno 3 giorni la settimana, mentre durante le ore di lezione con la sua insegnante di sostegno viene praticamente sballottata da un’aula all’altra. L'alternativa per lei sarebbe un Centro di accoglienza specializzato, ma a Nova Siri non ce ne sono e la famiglia (il padre e la madre sono entrambi lavoratori a tempo pieno) non si può permettere di portarla fuori. Una situazione di disagio, un caso cometanti altri,che mette in luce le profonde falle nel sistema di assistenza sociale della regione, affidato troppo spesso al buon cuore dei volontari riuniti in associazioni no profit e con contributi ridotti al lumicino. «Lancio un appello alle istituzioni, prima di tutto la Provincia - conclude la mamma di Antonella- affinchè aiutino miafiglia a frequentare la scuola come tutti gli altri ragazzi»
FONTE: Antonio Corrado da Il Quotidiano della Basilicata

Giannicola Montesano
8:30 PM
Vedete in questi casi capisco sempre più le difficoltà che persone disabili (e famiglie) affrontano, però...
però da questa vicenda si capisce anche che le "vocazioni" assistenziali in forma gratuita non esistono!
C'è bisogno della normativa, c'è bisogno del coinvolgimento dei genitori, del personale ata... delle istituzioni!
E' proprio bello vedere come i nostri soldati vadano in Afghanistan, come i volontari corrano subito ad haiti e una povera ragazza di 20 anni che avrebbe bisogno... a Nova Siri, a casa nostra... non ha nessuno!
Complimenti!
siddartha
8:51 PM
Concordo,purtroppo chi nelle istituzioni dovrebbe garantire i diritti fondamentali della persona qual'è il diritto allo studio, è in tutt'altre faccende impegnato, non è un problema di normative è un problema culturale e di sensibilità, lo smantellamento dello stato sociale a cui stiamo assistendo in questi anni ha fatto si che i primi a pagare siano gli indifesi i più deboli. Non sono uno statalista ma penso che spetti alle istituzioni anche quelle locali di garantire i servizi e i diritti della persona, il volontariato caro Giannicola è un di più che non può e non deve sostituirsi alle manchevolezze di chi è deputato a rispondere a queste problematiche. Mi chiedo cosa fà l'Assessore alle Politiche Sociali Suriano? Dove sono andati a finire i proclami pre elettorali della maggioranza che ci amministra?
siddartha
9:28 AM
Stamattina all'alba ho raccolto lo sfogo di un signore che ha partecipato ad un concorso per agrimensore nel paese di Lasha, pare che sin dalla predisposizione del bando si è fatto in modo che a partecipare non fossero solo gli agrimensori ma anche altre categorie professionali superiori, perchè pare a detta di questo che il concorso lo debba vincere Riom come premio per il salto della quaglia che la sua famiglia ha fatto per passare da una parte all'altra: pare a detta di questo amico che durante la prova ancora dovevano finire di dettare le tracce e Riom già scriveva, e scriveva così tanto che nessuno è riuscito a fare altrettanto. L'agrimensore partecipante mi chiedeva, perchè Riom ha scritto così tanto in cosi breve tempo? Perchè Riom nonostante abbia scritto così tanto ha consegnato fra i primi? Le opportunità di lavoro sono per tutti o solo per alcuni? Perchè in alcune famiglie ci devono essere più stipendi e in altre no? Io non ho saputo rispondere alle domande di questo amico, o forse, non ho voluto, mi sento in.......!?
Giannicola Montesano
6:34 PM
Caro Siddartha qui stai "provocando" un altro consiglio comunale... ah ah!
Io non so se sia vera questa vicenda, però è anche vero che spesso la bravura di qualcuno viene spesso travisata, perchè aspiriamo tutti o quasi tutti a posti fissi di lavoro... dati dalle istituzioni! Se questo tuo amico è certo di quello che ha subito... perchè non ha denunciato al TAR la prova? L'ha fatto?
Io fossi stato in te, comunque, avrei dato una pacca sulla spalla del tuo amico e l'avrei invitato a fare la libera professione esprimendo la sua bravura e le sue capacità al massimo, senza vincoli e senza compromessi!
siddartha
7:31 PM
Caro Giannicola non credo che Lasha si interessino di me, comunque credo che il lavoro o meglio le poche opportunità che ci sono debbano essere per tutti indistintamente, la persona di cui sopra mi ha detto che hanno fatto di tutto per dissuaderlo dal partecipare, siccome ha qualche problema, sono arrivati a fargli pignorare un quinto dello stipendio che stante così le cose non avrà mai. Per non parlare poi delle mobilità, un dirigente stimato e rispettato in un altro paese, viene esaminato da un emerito incompetente e respinto, sono tante le cose brutte che accadono a Lasha. La parentopoli non è solo a Roma ha contaggiato il mondo fin ad arrivare su questo sperduto paesino. Per quanto attiene il famoso Consiglio Comunale a cui ti riferisci, io resto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria, a tutt'oggi non ho visto niente.
siddartha
9:02 AM
Dove sono i miei detrattori, quelli che non si sono mai seduti a tavola e si sentivano giudicati, stamattina mi và di ricordare ad uno in particolare C, ti ricordi quando durante l'Amministrazione Bruno eri stato messo in un angolo perchè Comunista e tutti i compagni soffrivano con te per le ingiustizie che subivi. Caro C uno che si dice Comunista non può essere come gli altri, non puà vendere l'anima al potere di turno per riceverne qualche favoruccio. La differenza fra chi ci amministra e noi che militavamo negli anni settanta nella FGCI è abissale, c'è soprattutto una diversità etica e poi culturale, il rispetto della persona come l'abbiamo imparato io e te è un valore imprescindibile nei rapporti umani. Nova Siri muore e tu fai la tua parte stando con chi non la mai amata, stando con chi è cattivo nel DNA, stando con chi sa solo fare ripercussioni con la gente che non la pensa come lui. Fai un esame di coscienza forse questo pazzo ha ragione. PS. ho scritto questo posit perchè sono sicuro che tu come tanti anche se non intervenite seguite il blog.
siddartha
3:40 PM
LA VITTORIA ANNUNCIATA
alla faccia della trasparenza, alla fine Riom ha vinto, sbaragliando la concorrenza, mi dicono che salvo alcune imperecisioni sul 163 ha tutto sommato fatto una buona prova. premetto che non ho nulla di personale verso la persona, che merita tutto il rispetto, però mi chiedo come facevano tutti i concorrenti a sapere prima che si svolgessero le prove che avrebbe vinto Riom? Lo reputavano un Zichichi, si sentivano inferiori, o così doveva andare perchè bisognava inserire una persona vicina a chi amministra Lasha? Una cosa è sicura almeno 16 persone sono state prese in giro. Mi chiedo perchè fare un concorso se era tutto gia deciso, è nelle loro facoltà, potevano chiamarlo direttamente se era lui che volevano. A Lasha al danno di avere un capo settore inviso alla quasi totalità dei tecnici liberi professionisti, si aggiunge oggi l'ennesima ingiustizia, prima o poi la gente di Lasha si ribellerà e presenterà il conto a questi signori. Certo le persone che hanno partecipato sono state abilmente buggerate, alla faccia del merito; un atto formalmente corretto non sempre lo è eticamente e moralmente. Desidererei che l'opposizione come vota a favore quando si tratta di inquisire qualcuno che ha la sola colpa di dire la verità, si interessi di questi fatti e in particolar modo dell'art. 61 del famoso decreto legislativo
Rosario Picolla
4:05 PM